giovedì 14 luglio 2016

Eccellenza o Perfezionismo?

Amico chitarrista buongiorno! Oggi sono qui a chiarire un concetto fondamentale per chi suona la chitarra da qualche anno e che a me è molto caro.

Riguarda il continuo miglioramento e ricerca della "perfezione". Ma cos'è questa perfezione?

Molto spesso chi suona ha degli ideali da raggiungere e superare. Si pone degli obbiettivi, desidera raggiungere un certo livello tecnico e talvolta quando un parente, un amico (estraneo o quasi alla musica) si complimenta con lui per la sua "maestria", quasi si sente in imbarazzo pensando "Seee, magari!"

Ti sei mai trovato in queste circostanze? Ok, se sei un chitarrista arrivato, che può dare una mano o anche due a Manuel Barrueco, probabilmente questo articolo non è per te. Chiudi pure questa pagina e passa ad altre letture più alla tua altezza, ma se appartieni a quel 90% di chitarristi appassionati che suonano discretamente ma non eccellono e magari sono anche un po' umili allora sai di cosa parlo.

Fino a qualche anno fa, e in minor misura anche fino a qualche ora fa, devo confessarti che mi sentivo un po' depresso nell'ascoltare le mie registrazioni che non venivano mai come volevo io. Sapevo che non ero ai livelli di alcune icone della chitarra classica, chitarristi pagati migliaia di dollari per una sola ora di concerto con una chitarra che parla da sola, con allievi che li seguono come dei Guru nell'Olimpo degli dei della chitarra.

Oggi siamo sommersi da chitarristi che eccellono, che hanno una tecnica incredibile! Dita che volano sulla tastiera, note che si legano in modo perfetto l'un l'altra e scale dove non c'è ombra di una magagna. Neanche una "svizzera".

Questo esubero di grandi chitarristi può stimolarci a fare meglio, e quindi impegnarci a raggiungere il livello di eccellenza, o limitarci ad abbandonare per sempre il sogno di diventare dei bravi chitarristi, poichè incapaci di raggiungere un certo livello, come se solo quello fosse il livello auspicabile.

Perfezionismo o eccellenza? La linea di confine è molto sottile.

L'Eccellenza nel suonare la chitarra, è un livello molto alto, forse il più alto che possiamo raggiungere. Ma attenzione, è diverso per ognuno di noi. E non sempre riguarda esclusivamente la "tecnica". Non sempre e non tutti possiamo avere le stesse qualità e le stesse doti (anche innate). C'è chi ha il dono di una mano destra veloce, chi una sinistra snodata, chi un'ottima coordinazione, chi invece un arpeggio o un tremolo preciso e pulito. Tutte qualità raggiungibili col tempo a livelli più o meno alti. Ma a livello tecnico ci sarà SEMPRE chi è più bravo di te o di me.

La musica non è una gara a chi è più bravo. Se la tecnica viene affrontata così, fine a sè stessa si cade nel Killer numero 1 della chitarra, anzi il Killer stesso dell'arte: il Perfezionismo!

Quando non si è mai soddisfatti dei piccoli risultati quotidiani, il rischio è quello di non vedere la strada che hai percorso per raggiungere la vetta in cui sei. Ognitanto è bene guardare indietro e dire a te stesso. "Wow, non sono Manuel Barrueco ma guarda dove sono oggi rispetto a ieri!" Ricorda che non è mica detto che partiamo tutti dallo stesso livello.

Ripeto, ci sarà sempre chi è più bravo e chi meno bravo. Proprio per questo motivo, la tecnica non deve mai essere il fine, ma solo un mezzo che utilizziamo in favore della musicalità.

Ripetilo a voce alta insieme a me: "La tecnica non deve mai essere il fine, ma solo un mezzo che utilizziamo in favore della musicalità". 

Solo così possiamo abbandonare il perfezionismo in favore dell'eccellenza!

Questo è il modus operandi che io stesso adotto per me e per i miei allievi. Se sei un mio allievo, sai bene che non mi piace, e anzi considero inutile e deletero, riempirti di esercizi noiosi fini a sè stessi, privi di musicalità che difficilmente eseguirai e che quindi non ti porteranno a niente.

Le mie Lezioni di Chitarra si svolgono in virtù di quanto detto finora. La tecnica va migliorata con lo scopo di migliorare la musicalità. La musicalità ha poi lo scopo di migliorare e facilitare la più sincera e autenitica espressione di sè stessi attraverso l'esecuzione di un brano proprio o di altri.

Questo concetto è alla base anche del nostro Corso Completo di Chitarra. Infatti è strutturato per permetterti di apprendere e migliorare la tecnica attraverso l'ausilio di celebri brani musicali, in modo che sin da subito la tecnica sia vista come uno strumento e non come il fine ultimo.

Spero che quanto detto ti sia utile per migliorarti, e che tu abbia capito come dal perfezionismo all'eccellenza". Mi raccomando continua a suonare la chitarra con la stessa passione di sempre.

Come disse Beethoven: "Suonare una nota sbagliata è insignificante. Suonare senza passione è imperdonabile"

Se sei già a un discreto livello chitarristico, ti accorgerai che in alcune tue esecuzioni potranno comparire delle note un po' "svizzere", delle piccole imperfezioni, ma la cosa importante è che tu sia in grado di suonare l'intero brano con passione. Solo allora gli errori e le imprecisioni passeranno in secondo piano.

 Lasciami liberamente un tuo commento qui sotto e dimmi tranquillamente la tua opinione.

Un caro saluto

Davide

domenica 13 dicembre 2015

Improvvisazione in La Minore del M° Davide Esposito - Non solo Chitarra Classica

Caro Amico Musicista,
oggi ChitarraStudio si tinge di rosa e ti propone un articolo diverso dal solito :-)

Non ti insegneremo nuovi passi sulla Chitarra, ne teoria o tecnica e non c'è neanche un chitarrista dietro la tastiera (ma solo per questa volta, promesso!): oggi l'articolo lo scrivo io, Anastasia, moglie del M° Davide.  Sono purtrppo molto lontana dall'affasinante mondo delle sei corde, ma la musica regna sovrana nella nostra casa e non potevo non suonare qualcosa anche io: pianoforti e tastiere occupano ogni lato del nostro studio musicale e la mia voce è fin troppo conosciuta alle povere orecchie dei nostri vicini.

Ecco gli effeti collaterali del vivere accanto a dei musicisti ;-)

Ed è proprio uno dei nostri momenti musicali che oggi vorrei condividere con te.
Come saprai Davide è un chitarrista classico, ma non solo!
Oggi ti svelo che il suo percorso nasce in realtà dal frizzante mondo del rock anni '70-'80, quando da ragazzino ha iniziato a strimpellare la chitarra emulando le sonorità di grandi pilastri come Queen o Pink Floyd.

Da allora di tempo ne è passato molto ed entrambi mondi, quello classico ed "elettrico", sono stati due fuochi molti vivi nel suo percorso musicale: è facile vederlo passare da Bach a Led Zeppelin come se non avessero differenze tra loro.

Ma bando alle ciance!
Ecco un breve spezzone di un momento di "improvvisazione casalinga" (le ciabatte ne sono la testimonianza) su un bellissimo brano in La minore (puoi trovare il link nella descrizione del video).
Non c'è alcuno studio o preparazione dietro, è tutto "così come viene alla prima", errori e genialità creative del momento inclusi.

Fammi sapere cosa ne pensi!
Buona Visione





domenica 26 aprile 2015

Carlo Palladino, Asti (1910 - 1995)



Pensa ad un chitarrista classico famoso, il primo che ti viene in mente.

Fatto?

Scommetto che avrai pensato a nomi come Segovia, Tàrrega, Llobet, Sor, Giuliani, Brower, o altri ancora.

Difficilmente però ti sarà venuto in mente Carlo Palladino, non è così?

Bene. Allora sono lieto di parlarti oggi di questo straordinario chitarrista, cresciuto e vissuto nella mia stessa città ligure.

Seppur Palladino sia stato il primissimo ad insegnare chitarra presso il conservatorio di Genova e il suo "Metodo per Chiarra" sia uno dei più utilizzati, non ha avuto la fama che davvero meritava.

Nacque nel 1910 e nel corso degli anni si guadagnò una notorietà e successo in tutto il mondo, tando da essere nominato il "Segovia di Genova".

Il suo tocco leggero e il fraseggio egregiamente strutturato, lo rendevano davvero unico e indimenticabile.

Egli fu apprezzato in tutto il mondo non solo come chitarrista, ma anche come compositore.

Ciononostante, dopo la sua morte avvenuta nel 1995, di lui ricordiamo tanto il metodo ma non il suo florido repertorio.

Il motivo, a mio avviso, va ricercato nella natura del repertorio chitarristico: comparato a quello del pianoforte o del violino, è davvero esiguo, pertanto nell'epoca moderna si è preferito dare spazio a "successi sicuri".

Ma continure a lasciar "impolverare" brani così brilanti e coinvolgenti, è un vero delitto musicale e sono estremamente convinto che sia finalmente giunta l'ora di ridare loro lo splendore che meritano.

Questo è ciò che in quegli anni si propose di fare Carlo Palladino, attraverso le sue composizioni originali per chitarra, ed è quello che ha fatto oggi il chitarrista Mauro Bonelli riprendendo parte del suo repertorio e trasformandolo in un unica grande opera musicale.

Grazie al suo prezioso contributo, il grande Carlo Palladino risorge attraverso 24 composizioni inedite. 

E' appena uscito in ANTEPRIMA MONDIALE il nuovo CD "24 Composizioni per Chitarra" suonate e interpretate in modo magistrale da Mauro Bonelli. Ma attenzione! Non solo potrai ascoltare finalmente, per la prima volta in assoluto questo magnifico repertorio Made in Italy, ma anche il suono della Chitarra originale del Maestro Palladino.

Proprio così! Mauro ha avuto il privilegio di suonare proprio con la chitarra originale su cui Palladino si esercitava giorno e notte.

Questo dettaglio dona all'intero album un ulteriore senso di veridicità.

Insomma, se Palladino ha dato il suo forte contributo al mondo della Chitarra, Mauro ha dato il suo contributo al suo repertorio.

E per questo motivo, io stesso ho deciso di diffondere l'opera di Palladino qui su ChitarraStudio, con la speranza che da oggi in poi si inizi a parlare un po' di più anche di questo grande chitarrista e insegnante, oltre che dei soliti noti.

Io, se mi permetti, mi sono già messo in prima fila, e a breve pubblicherò una breve e inedita intervista allo stesso autore del cd: Mauro Bonelli. Chi meglio di lui può esprimersi a riguardo? :-)

Se sei interessato ad avere l'intervista lasciami liberamente un commento qui sotto e iscriviti alla newsletter inserendo nome e mail in un qualunque form del blog.


Ti aspetto! Un caro saluto!

Davide Esposito

martedì 14 aprile 2015

La storia di Gianfranco

Gianfranco - 48 anni. Ried Im Innkreis (AT)
Amico chitarrista buongiorno!

Da quando ho deciso di dare Lezioni di Chitarra su Skype, ormai sono passati già diversi anni e ho conosciuto molte persone. Alcuni già molto preparati altri un po' meno.

Normalmente ho sempre indirizzato le mie lezioni su Skype a chi avesse già un minimo di preparazione, o che almeno avesse completato il Corso di Chitarra di Giulio Tampalini, che fornisce delle solide basi su cui lavorare. Questo perchè ho sempre creduto che in webcam non si potesse affronare lo studio della chitarra da zero.

Bene oggi mi devo ricredere.

Voglio raccontarti la storia di una persona in particolare. E' anche la storia di un "Fallimento"....

Il Fallimento è del Corso Online. Il 99% delle persone che hanno acquistato il Corso Completo Online di Giullio Tampalini è in grado di suonare delle belle melodie sulla chitarra classica, è in grado di leggere uno spartito e riprodurlo e ha già un proprio repertorio da esibire. Tutto questo in circa 4 mesi di corso.

Ma purtroppo esiste sempre una minoranza di persone che nonostante la bontà del corso si ritrova arenato e non riesce a progredire.

Questa è la storia di Gianfranco.

Gianfranco, ha seguito tutte le lezioni presenti nel Corso di Chitarra Online scrupolosamente, ma ogni settimana mi scriveva chiedendomi perchè non riuscisse a progredire. L'ho sempre sentito demotivato e pronto a mollare da un momento all'altro. In questi casi un bravo insegnante non deve solo motivarti a continuare, bensì anche indagare sul reale problema dell'allievo.

Così ho fatto. E mi sono accorto che la sua situazione era effettivamente atipica. Aveva bisogno di un supporto e di un confronto continuo. Gli ho proposto di sentirci su Skype e iniziare un percorso formativo direttamente con me in webcam.

In genere chi completa il Corso Online è in grado di suonare "Giochi Proibiti", alcuni studi di Sor, la "Bourée" di Bach.

Ma Gianfranco no.... Fu un Fallimento totale del Corso Online!!!

Gianfranco mi confessò che in passato un insegnante di chitarra gli disse che "Doveva mollare. Non era portato, e se si inizia a suonare a un'età avanzata non si può imparare un bel niente".

Se solo gli insegnanti si rendessero conto di come le loro parole possano influenzare gli animi più sensibili, si impegnerebbero un po' di più a sviluppare l'arte del "tacere", piuttosto che suonare e fare vanto delle proprie abilità tecniche.

Gianfranco è sicuramente una persona dal grande cuore e con una fortissima determinazione. Lavora instancabilmente ogni giorno per guadagnarsi da vivere, e la sera, stanchissimo, anzichè buttarsi sul letto, mangia un boccone e subito si mette sotto a studiare la chitarra. Nella sua stanzina in Austria si esercita con i miei consigli praticando un'oretta al giorno.

Dopo 7 giorni, ci rivediamo e.... Obbiettivo raggiunto! Andiamo avanti. Un altro gradino fino ad arrivare in cima alla scala del successo.

Non siamo tutti uguali. Alcune persone devono percorrere un gradino alla settimana, qualcun altro invece ne sale 2 o 3. Altri ancora salgono 10 gradini al giorno e non so nemmeno io come diamine facciano!

Nel caso di Gianfranco, la scala del successo va percorsa un gradino alla volta, con molta attenzione a non inciampare, e a volte zoppicando per i dolori alla schiena o al braccio. Ogni tanto addirittura cade e deve ricominciare daccapo. Ma ciò che conta è "rialzarsi a ogni caduta"!

Sin dalla prima lezione ripresi Gianfranco da zero, e con calma e pazienza lo aiutai a far emergere il ragazzo che vive in lui ogni giorno nonostante i suoi 48 anni.

Da allora Gianfranco non ha fatto che progredire e oggi è in grado di prendere la chitarra e suonarla con amore e senza pensare ai risultati che non arrivano, o che non sono come si aspettava lui.  Piuttosto ha imparato a riconoscere quei piccoli progressi quotidiani che lo migliorano sempre più.

Di tanto in tanto si guarda indietro e si accorge che, nonostante la scala sia ancora alta, la strada che ha percorso è già di gran lunga superiore.

Ecco una sua testimonianza diretta:

"Avevo iniziato lo studio della chitarra classica da solo, ma dopo poco tempo mi ero arenato senza poter progredire.

Con le tue lezioni su Skype, ho conosciuto un supporto allo studio della chitarra e della musica che non immaginavo si potesse avere con corsi online...

... e ho scoperto un maestro capace di coinvolgere anche la mente piú pigra e la mano piú stanca nel produrre non suoni e sonoritá bensí: MUSICA.

Non é tardi per riprendere un vecchio progetto o un sogno lasciato nel cassetto per troppo tempo (come ho fatto io). Si puó sognare di suonare la chitarra oppure vivere il sogno.

Ti ringrazio per gli sforzi che stai profondendo nell'insegnarmi la chitarra. Spero di non deluderti. 

Te lo dico con il cuore (E in Campnia il cuore ce lo mettiamo sempre)

Gianfranco"

Non importa se oggi è in grado o meno di suonare "Giochi Proibiti". So che quando ci riuscirà, sarà perchè abbiamo lavorato insieme per ottenere quel risultato. Per il 99% delle persone bastano 4 mesi con il Corso Completo Online? Per il restante 1% saranno necessari 4 anni! Non importa, se vuoi veramente una cosa, prima o poi la ottieni.

Ma solo a una condizione.....

Anche tu devi somigliare un po' a Gianfranco.
Il segreto del successo è racchiuso in 3 specifiche caratteristiche:
Determinazione, Umiltà e Amore.

Se non hai queste 3 caratteristiche, neanche le mie Lezioni di Chitarra su Skype ti aiuteranno a suonare bene la chitarra.

1. Sei un genio e hai una capacità di apprendimento fuori dal comune? Se ti manca la determinazione di lavorare sodo per migliorare gradualmente seguendo i miei consigli e suggerimenti, le mie lezioni non fanno per TE.

2. Sei determinato e vuoi suonare la chitarra a tutti i costi? Se non studi con amore per quello che fai, le mie lezioni non fanno per TE.

3. Ami la musica più che mai e hai letto 1.000 libri sulla chitarra e studiato coi migliori maestri al mondo? Se non hai l'umiltà di fare un passo indietro riconoscendo i tuoi limiti prima di superarli, le mie lezioni non fanno per TE.

Se hai determinazione, umiltà e amore per la musica, allora puoi accedere alle Lezioni su Skype. Sono rimasti solo 5 posti disponibili su 10.

P.S. Oggi Gianfranco è sopravvissuto per miracolo. Si ritrova ricoverato in ospedale a causa di un incidente in auto al ritorno dalle vacanze di Pasqua e per almeno un paio di mesi dovrà sospendere le lezioni mettendo un attimo da parte il suo sogno. Ti mando un caloroso saluto!

Il tuo Maestro, Amico e anche Allievo

Davide



martedì 17 febbraio 2015

3 semplici trucchi per scegliere il tuo metodo di chitarra


Amico chitarrista Buongiorno.

Da qulche anno a questa parte aumentano ogni giorno i chitarristi, e soprattutto i maestri di chitarra, i corsi online, le app per smartphone ecc. e questo è un bene, perchè chi vuole imparare e chi ha la passione per la musica ha davanti a sè un enorme scelta di percorsi e metodi per apprendere questo meraviglioso strumento.



Ma Attenzione! Sei in grado di capire quando il metodo in cui ti stai imbattendo è davvero valido e adatto a te?

Ricorda questo: Il metodo perfetto non esiste...

Ma posso darti 3 semplici trucchi per capire se il metodo a cui sei interessato è davvero valido.

#Trucco n.1: L'unico indicatore certo per la validità di un metodo è la TUA personale applicazione.

Hai capito bene. Non puoi essere certo della validità di un metodo finchè tu stesso non lo applichi sulla tua pelle. Anche col rischio di sbagliare è necessaria una certa applicazione pratica per verificare che il metodo in questione ti porti realmente i risultati.

#Trucco n.2: Le referenze. Se la persona che si propone di insegnarti è qualificata, è un musicista vero, una persona che insomma "sa quello che dice ed è pronta a dimostrartelo" o ha comunque un seguito di studenti soddisfatti pronti a testimoniare l'efficacia del suo metodo, questo è certamente un segno di fiducia, per cui hai davanti a te una buona opportunità per imparare a suonare la chitarra!

#Trucco n.3: Lo Stile. Un metodo per chitarra classica è ottimo per apprendere le basi per qualunque strumento tu voglia suonare, in quanto ti garantisce un'impostazione senza eguali, grazie alla quale eviterai di accumulare dolori e fastidi o acquisire cattive abitudini che col tempo ti limiteranno tecnicamente. Ma attenzione, dopo aver appreso le basi, specializzati nel tuo stile preferito.

In secondo luogo, evita come la peste corsi dove NON si parla di impostazione, o peggio se ne parla in modo sbagliato (in rete purtroppo ce ne sono centinaia). L'impostazione è la cosa più importante su cui lavorare.

2 preziosi consigli per i principianti

#Consiglio Ninja 1: Tempo. La chitarra è uno strumento complesso. Per suonare bene è necessario tempo e costanza, per cui al di là del metodo rivolgiti a una guida esperta che sappia condurti man mano verso i tuoi obbiettivi. Se poi vuoi fare tutto da solo, lascia perdere i video su youtube e i forum. Segui un metodo valido e torna spesso sulle lezioni su cui hai più difficoltà.

N.B. Diffida da chi ti promette di farti suonare in una settimana o in 15 giorni. A meno che non si tratti di un manuale che riguardi una sola delle tante sfaccettature della chitarra (come ad esempio l'imparare i primi accordi, le prime scale, i primi arpeggi o le prime nozioni di base per poi abbandonarti) ti sta vendendo fumo.

Con il giusto metodo, sono almeno 4 mesi per le basi, e altrettanto tempo per perfezionare quanto imparato. Se poi vuoi saper suonare Asturias, allora sono necessari anche diversi anni.

Ma non spaventarti, se segui il metodo giusto tutto questo percorso sarà facilitato e sarai anche in grado di divertirti lungo la strada dell'apprendimento.

Vedi, imparare a suonare la chitarra è un percorso. E in realtà non si smette mai di crescere! Anche a livello avanzato.

#Consiglio Ninja 2: Target. Suona ogni giorno e sii felice dei "piccoli" traguardi che raggiungi quotidianamente. Traguardi che vorrai monitorare settimanalmente magari registrandoti mentre suoni. I tuoi obbiettivi cambieranno col tempo e devono essere sempre "facilmente raggiungibili". Per questo è indispensabile una guida, un coach che sappia capire il tuo livello e aiutarti a crescere.

Rivedi spesso i tuoi obbiettivi. Oggi sarai felice per aver finalmente messo insieme 2 note, domani per aver imparato la scala di Do maggiore. Un giorno sarai felice per essere in grado di suonare Asturias! Ma dopo quel giorno vorrai essere felice per aver "interpretato" Asturias davanti a un pubblico!

Ogni livello ha le sue soddisfazioni.

Punta verso le stelle ma sappiti essere felice anche nel momento in cui scali la tua prima collina.

Continua a seguirmi e ricordati di lasciarmi un commento qui sotto. E' sempre bello sapere che dall'altra parte c'è qualcuno interessato a quello che scrivo.

Lasciami un commento e fammi sapere a cosa stai pensando in questo momento.

Buona musica

Davide


martedì 3 febbraio 2015

Lo sleale vantaggio del chitarrista classico

 
Amico chitarrista buongiorno! Oggi voglio rispondere a una domanda che mi hanno posto diversi studenti.  
"Io vorrei suonare la chitarra elettrica/acustica. Ha senso studiare chitarra classica?"

Bene, dato che sul web si trovano risposte molto contrastanti in merito, ti dico come la penso. Io personalmente sono nato come chitarrista rock. Da autodidatta imparai a suonare brani come "Stairway to Heaven", "Another Brick in the Wall", "Voodoo Chile" e tanti altre ancora.

Col tempo però mi sentivo bloccato e le mie esecuzioni mancavano di quel "qualcosa in più". Iniziai a soffrire di quello che io chiamo "il blocco del chitarrista autodidatta". E' una malattia molto diffusa. Suoni, suoni, ma a un certo punto ti sembra di fare sempre le stesse cose e pure male!

Così decisi di prendere lezioni. Fu un caso o forse il destino, che il mio maestro fosse proprio un Chitarrista Classico, diplomato in Conservatorio, con anni alle spalle di concerti. 

Ancora ragazzino, con pochissima esperienza, fui subito preoccupato. Pensai: "Azz, io voglio suonare i Deep Purple e questo mi parla di Bach?? E io che credevo che il mio genere era molto indietro rispetto alla mia generazione, ma qui stavamo esagerando!"

Decisi così di mettere subito le cose in chiaro: "Ascolta, io però voglio suonare come il chitarrista dei Kiss!" (ero reduce da un loro concerto...)".

E lui: "Ok" Tirò fuori una chitarra elettrica fatta da un suo amico liutaio, e iniziò a improvvisare sopra le note di Detroit Rock City!

Pensai: "Ma come diamine fa?? Non credevo che un chitarrista classico fosse in grado di suonare anche così".

Solo più tardi seppi che oltre alla chitarra classica, il mio insegnante anni prima suonava in una cover band dei Deep Purple, componeva brani Jazz e aveva un curriculum molto più ampio rispetto a quanto ci si possa aspettare da un comune chitarrista classico.

Ma proprio grazie a questo aneddoto, iniziai a voler conoscere sempre di più il mondo della chitarra classica. Ero curioso, pieno di ambizione, e volevo a tutti i costi imparare sempre di più.

A casa continuavo a dedicare una parte del mio tempo alla chitarra elettrica, e l'altra ai brani classici assegnati dal maestro.

Risultato?

Grazie alla mia curiosità e costanza nel suonare ogni giorno, motivato da una fortissima passione, in meno di 5 anni ero già in grado di suonare qualsiasi arpeggio, assolo o ritmo volessi eseguire. Mi diplomai anch'io al Conservatorio e iniziai anch'io la mia storia.

Avevo trovato un metodo valido nel sistema classico che mi permetteva di migliorare la mia tecnica ANCHE sulla chitarra elettrica!

Col tempo decisi di specializzarmi in chitarra classica perchè ne ho scoperto la bellezza, l'intimità del suono, la creatività compositiva di alcuni autori, la sua sottile somiglianza col pianoforte, strumento che avrei voluto studiare in modo più adeguato (ma sono sempre in tempo), e tanto altro ancora che nella chitarra elettrica mi mancava.

Con questo voglio dirti che al di là delle tue aspirazioni e dei tuoi gusti, lo studio della chitarra classica può diventare per te un metodo molto efficace, anche se decidi di specializzarti in altri settori. Ti basta saper adattare il sistema al tuo stile.

Col tempo noterai dei miglioramenti in "X" solo perchè hai studiato un po' di "Y". Questo è esattamente quello che è successo a me, e sono certo che possa essere d'aiuto anche a te.

Ecco cosa otterrai grazie allo studio della chitarra classica:

  1. Maggior scioltezza e fluidità nelle scale. Grazie allo spessore del manico, e alle corde in nylon, che se non lo premi correttamente, esce un suono orribile.
  2. Coordinazione delle dita. Nella chitarra classica trovi alcune posizioni che nella musica popolare difficilmente si incontrano, e essere in grado di suonare quelle posizioni ti dà un enorme vantaggio.
  3. Abilità nell'esecuzione di brani polifonici (a più voci). Tipici della musica classica.
  4. Arpeggio, Finger-Style. Qui c'è poco da dire. La chitarra classica, per natura si suona senza plettro e l'arpeggio è la tecnica che più la contraddistingue. 
  5. Miglioramento della posizione, con conseguenti benefici sia tecnici che salutari.
E tanto altro ancora.

Detto questo, per favore, non fraintendermi. Non credo affatto che lo studio della chitarra classica sia superiore a qualunque altro studio. Semplicemente, una buona base di chitarra classica ti darà un enorme, sleale vantaggio anche in generi totalmente diversi come il rock.

Come consiglio spesso ai miei allievi di Chitarra su Skype non c'è niente di peggio che un musicista chiuso mentalmente. Quindi, abbi un'apertura mentale che ti permetta di apprezzare qualunque genere ti arricchisca come musicista, e in seguito specializzati nello stile che ti fa venire la pelle d'oca per l'emozione solo a immaginarti nel suonarlo.

I miei più cari auguri e Buona Musica!

Davide

P.S. Qui sotto ti posto il video di una bella esecuzione di Bohemian Rapsody, celebre brano dei Queen (band rock) suonata con una semplicissima Chitarra Classica. Ascoltala attentamente, specialmente se conosci bene la canzone. Scoprirai quale può essere il tuo "sleale vantaggio nello studiare Chitarra Classica, anche se ami il rock". 

Fammi sapere cosa ne pensi e lasciami un commento qui sotto a riguardo. Buon Ascolto.



domenica 18 gennaio 2015

Tecniche di chitarra - La Pentatonica (parte 2)

Ciao,
eccoci alla seconda parte dedicata allo studio della scala pentatonica. Nella lezione precedente abbiamo studiato le prime due posizioni della pentatonica di Sol minore. Il tuo obbiettivo questa volta sarà quello di approfondire lo studio delle stesse posizioni attraverso la pratica dell'improvvisazione. 

Ti aiuterò attraverso una semplice tecnica molto utilizzata ma davvero efficace, quella che chiamiamo "String Skipping", ossia "salto di corda".

Nel video troverai alcuni piccoli ma preziosi suggerimenti che ti aiuteranno a costruire una base solida per lo sviluppo del tuo bagaglio improvvisativo. In questo percorso sarà importante avere cura di 3 cose fondamentali:


1) Pratica ogni esercizio con l'ausilio del metronomo partendo da una velocità adeguata alle tue capacità tecniche iniziali. Aumenta gradualmente la velocità e verifica i tuoi progressi SETTIMANALMENTE.

2) Fai attenzione al tocco e al controllo della dinamica durante i tuoi esercizi. Cerca di avere un suono omogeneo su tutte le corde e nelle diverse zone della tastiera. La scelta di un plettro adeguato così come la cura delle unghie della mano destra risultano determinanti a questo scopo. 

3) Varia la figura ritmica di base mentre pratichi gli esercizi. Negli esempi sotto e nel video viene mostrato lo stesso esercizio con quarti, ottavi e terzine di ottavi. 


Non avere fretta. La velocità si raggiunge con il tempo e l'esercizio quotidiano. Per chi lo avesse scordato, rimarco un pensiero già espresso nella prima lezione:

 "La velocità di esecuzione NON è un elemento di alcuna bellezza se non supportato da solidità ritmica, bel tocco, intenzione, pulizia dei fraseggi, chiarezza nell’esporre le idee musicali…"

L'esercizio sotto prevede l'uso della tecnica String Skipping che spiego dettagliatamente nel video. Per ora affronta lo studio degli esercizi usando la pennata alternata fino a maturare una certa naturalezza nell'esecuzione dei fraseggi presentati. 

Se qualcosa non ti è chiaro o hai particolari richieste a riguardo, lasciami pure un commento in fondo a questo post.

Es. in ottavi


Es. in terzine


video



Buono studio e buon divertimento...





lunedì 22 dicembre 2014

Tecniche di Chitarra: La Pentatonica (Parte 1)


video

Ciao, eccomi finalmente a scrivere il mio primo post su ChitarraStudio.

Da oggi inizierò a scrivere una serie di post riguardanti le scale e l'improvvisazione grazie a cui avrai sempre più facilità nell'interpretare le scale e soprattutto COME queste possono esserti utili nell'improvvisazione.

Come già hai avuto modo di scoprire nel mio primo video l’argomento del nostro studio è la scala pentatonica di cui ti servirai per fare i tuoi primi passi nella pratica dell’improvvisazione.

Ho scelto di partire da questa scala per la sua grande diffusione soprattutto nella musica dell’ultimo secolo, e perché nel tempo è diventato uno strumento indispensabile da conoscere se si vuole ottenere un certo tipo di sound nel blues, rock, jazz, pop ecc.

Un altro buon motivo è che si tratta di un modello scalare di soli cinque suoni, facilmente diteggiabile sulla chitarra rispetto ad altre scale e arpeggi che ti permetterà con semplicità di esplorare lo strumento in tutta la sua estensione.

Man mano che ti esercitarai su ciascuna delle scale sotto indicate e seguirai i miei suggerimenti nella video-lezione maturerai un buon grado di confidenza con il colore (sound) di questa scala e seguendo i miei suggerimenti nella video-lezione sarai sempre più in grado di improvvisare sulle tue musiche preferite.

Primo obiettivo: assimila a livello grafico le singole posizioni indicate qui sotto.

Prima Posizione della pentatonica di sol minore. 
I numeri sotto a ogni nota sono riferiti alle dita della mano sinistra. Mentre nella seconda stringa sono indicate le corde (in basso la sesta corda) e i numeri indicano i tasti. Semplicissimo.










Qui sotto il relativo specchio delle posizioni comprendente le corde (sesta corda come sempre in basso), i tasti in numero romano e il numero di ogni dito della mano sinistra.















Seconda Posizione della pentatonica di sol minore. 
























In questa fase iniziale di apprendimento, ti suggerisco di seguire in modo scrupoloso gli esercizi e i consigli forniti nei video fino a raggiungere una certa abilità tecnica e fluidità di pensiero improvvisativo.

Non tentare subito di “suonare veloce” ma preoccupati invece di suonare con coscienza e precisione qualsiasi esercizio tu stia praticando.

"La velocità di esecuzione NON è un elemento di alcuna bellezza se non supportato da solidità ritmica, bel tocco, intenzione, pulizia dei fraseggi, chiarezza nell’esporre le idee musicali…"

Ma di questo ti parlerò nei prossimi video...

Nel frattempo tieni a mente questi due fattori chiave ogni volta che ti eserciti:

#Segreto 1: Fissati piccoli obiettivi da raggiungere e verifica settimanalmente i tuoi progressi. Anche i più piccoli miglioramenti.

#Segreto 2: Sii curioso/a, sperimenta e divertiti a elaborare le tue idee musicali anche se stai lavorando con un materiale musicale che può apparire elementare come la "pentatonica”.

Nella seconda parte dedicata alla scala pentatonica ti darò una breve spiegazione teorica su come costruirla e troverai alcuni esempi di collegamento della 1a e 2a posizione.

Fornirò anche alcuni esempi ritmici basilari per aiutarti a sviluppare un tuo personale approccio all’improvvisazione che per ora avrà come oggetto di studio solo ed esclusivamente i cinque suoni della pentatonica. 

Non mi resta che augurarti Buon Divertimento e a presto con i prossimi video.  

Francesco

P. S. : Ha bisogno di ulteriori spiegazioni o chiarimenti? Non esitare a contattarmi o se preferisci lascia un tuo commento qui sotto, grazie.

mercoledì 17 dicembre 2014

Giangi Sainato - Oltre la chitarra classica

Giangi Sainato
Amico/amica chitarrista buongiorno! Oggi voglio farti conoscere un grande chitarrista, ma soprattutto compositore e "musicista" genovese che a mio parere meriterebbe molta più celebrità. Sto parlando del grande chitarrista Giangi Sainato.

Ho avuto piacere di conoscerlo dal vivo qualche anno fa e ciò che mi ha colpito di lui non è tanto lo stile, nonostante sia molto entusiasmante ascoltarlo suonare, ma l'approccio allo strumento.


Quando ho aperto questo blog, l'ho fatto con uno scopo preciso.

Rendere un po' più "Pop" il mondo elitario della Chitarra Classica, che nella nostra epoca ha sempre avuto, secondo me una sorta di etichetta "RISERVATA A POCHI AMATORI", essendo uno strumento da Conservatorio, ma non abbastanza da competere con un pianoforte o un violino.

Per questo motivo ho anche deciso di collaborare con il Maestro Giulio Tampalini che ha avuto da sempre il mio stesso sogno, istituendo la sua Accademia della Chitarra e, trasportando i suoi insegnamenti in un rivoluzionario corso online insegnando a centinaia di persone a suonare la chitarra classica partendo da zero e stravolgendo totalmente l'approccio allo strumento.

Insomma, rispetto ad altri strumenti classici ha un repertorio molto limitato per vari motivi che non sto a elencare. E questo ha portato la chitarra ad avere un ruolo marginale nell'ambiente classico.

Al contrario delle sue cugine, la chitarra elettrica e la chitarra acustica, che hanno avuto un enorme successo nel mondo pop, rock, blues, jazz ecc.

Ma torniamo a Giangi Sainato. La sua musica poteva essere suonata tranquillamente con una chitarra acustica, e visto il genere sarebbe stato più comprensibile. Ma l'effetto sulla classica è molto più intimo e ricco di colori.

Gli abbiamo chiesto il perchè di questa scelta. E lui con tutta tranquillità ci ha risposto: "Perchè oltre ad esser stato molto influenzato dal genere classica, oltre che dal jazz e da altri generi musicali, il suono della chitarra è molto più simile a un pianoforte rispetto a un'acustica, e questa sonorità la sento più vicina a me".

Così, abbiamo un altro chitarrista, e sono sempre di più oggi, che sono in grado di donare emozioni a un pubblico "popolare" attraverso un linguaggio e uno strumento "classico". :-)

I suoi brani non li imparerai mai a Conservatorio, semplicemente perchè non è un "Maestro" della chitarra classica, perchè tecnicamente è più vicino ad altri generi, e forse in questo c'è del vero. Resta pure il fatto che a me è piaciuto molto e ascoltarlo mi emoziona non meno che ascoltare una Passacaglia o una Danza Caracteristica.

Col rischio di essere additato da qualche puritano per quanto detto finora, ti lascio all'ascolto di uno sei suoi brani più celebri. Non far caso al pessimo audio e goditi la musica.
Lasciami pure un commento qui sotto se ti fa piacere.

Un caro saluto

Davide





sabato 13 dicembre 2014

Svelato il nuovo volto di Chitarra Studio - Francesco Saiu

Svelato il nuovo volto di ChitarraStudio!

Amico chitarrista buongiorno! Oggi sono lieto di presentarti un giovane chitarrista con una solida esperienza non solo nel campo della musica, ma anche della didattica e della composizione. Il suo cavallo di battaglia è l'improvvisazione e la capacità di trasferire questa abilità nei suoi allievi.

Se ti stai chiedendo in cosa può esserti d'aiuto questo chitarrista, allora ti dico subito che dal momento in cui entrerai in contatto con lui, risveglierai la tua LIBERA ESPRESSIONE MUSICALE.

Se prima suonavi senza sapere cosa stessi facendo, oggi sarai in grado di emozionarti ed emozionare anche suonando una semplice melodia monocorda.

Il suo nome è Francesco Saiu. Chitarrista Classico con una base Jazz, ma capace di spaziare tra i diversi generi musicali. Dalla chitarra classica alla chitarra elettrica, da Bach ai Deep Purple.

Francesco sposa perfettamente la mia filosofia e la "mission" di ChitarraStudio. Questo il motivo per cui abbiamo deciso di collaborare in questo progetto. Per lui è importante che l'allievo si senta libero sin da subito di muoversi sullo strumento, senza rigidi schemi che lo vincolino e a lungo andare lo facciano stufare o lo demotivino riducendolo a suonare sempre le stesse cose, e magari pure male.

Al contrario della maggior parte degli insegnanti che ti inculcano un metodo e ti riempono la testa di nozioni teoriche e metodi vecchi e noiosi, Francesco Saiu è in grado di guidarti verso una favolosa libertà espressiva.

Farai della chitarra uno strumento capace di emozionare te e gli altri.

Apparentemente il suo metodo può sembrare adatto a un chitarrista avanzato, ma in realtà, Francesco segue i suoi allievi in questo modo sin dal momento in cui mettono mano sulla chitarra per la prima volta.

Come? Attraverso un grande amore per la musica e per la didattica. La sua risorsa più grande è proprio la libera espressione artistica che ognuno di noi ha nel proprio potenziale, ma che la rigidità scolastica tende a trattenere e disapprovare.

Decine di allievi di tutte le età che lo hanno seguito e che tuttora lo seguono con continue soddisfazioni sono la dimostrazione dell'efficacia del suo approccio.

A breve pubblicheremo alcune importanti video-lezioni sull'improvvisazione aperte sia ai principianti che agli esperti. Quindi continua a seguirmi e, se non l'hai ancora fatto, iscriviti alla newsletter per restare aggiornato e inserisci il blog tra i "preferiti" in modo da non perderti le prossime novità!

Nel frattempo goditi questo bellissimo video di Francesco Saiu. Ecco cosa potrai suonare grazie a questo grande artista, che da oggi fa parte anche lui dello staff di ChitarraStudio.

Francesco Saiu - Danza Trasfigurata (brano eseguito dallo stesso autore)


P.S. Anche tu sei un chitarrista esperto e hai delle idee di cui ti piacerebbe parlarmi per poterle sviluppare online? Francesco mi ha contattato personalmente per parlare del suo progetto e ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d'onda. Ti ricordo che se sei anche tu un chitarrista e hai idee originali da sviluppare che possono essere utili al mondo della chitarra, puoi liberamente contattarmi a questa pagina COLLABORA

giovedì 20 novembre 2014

Scale Pentatoniche. Tutta la verità

Amico chitarrista, Buongiorno!

Da come avrai capito dal titolo, oggi parleremo di "scale pentatoniche". Se ne sente sempre più parlare e in qualunque blog o sito di chitarra trovi almeno un articolo.

In qualunque TRANNE QUI! Bè dai ormai lo sai che qui non parliamo delle solite cose che trovi ovunque. :-)

So già cosa stai pensando... Dai Davide, allora adesso vuoi fare anche tu come tutti e parlare di scale pentatoniche, accordi e di come suonare la "Canzone del Sole" in una sola lezione???

In realtà parlerò sì delle scale pentatoniche, ma in modo molto diverso da come sei abituato.

Sono sincero con te. La scala pentatonica è molto utilizzata dalla maggior parte dei chitarristi. Ma prima di proseguire con la lettura di questo articolo, per favore segui questo video per sapere COSA PENSO REALMENTE DELLA SCALA PENTATONICA




A parte gli scherzi. Sempre più pseudo-chitarristi, e insegnanti vogliono farsi belli suonando sempre le stesse cose e illudendoti di conoscere la musica. Bè, la scala pentatonica purtroppo e per fortuna è SEMPLICE da imparare e SEMPLICE da mettere in pratica. Talmente semplice, che rischi di diventarne dipendente!

Ora ti spiego come evitare questa trappola, e divertirti comunque nel suonare le Scale Pentatoniche.

Puoi improvvisare su qualunque tonalità e ottenere sempre dei buoni effetti. Si dice che quando conosci la pentatonica, conosci il Blues. In parte è anche vero ma..... Possibile ridursi solo a una scala?????

La risposta è SI a meno che non ti rendi conto a cosa ci sia effettivamente dietro alle scale pentatoniche.

E' vero che la pentatonica è come una droga. Una volta che la impari, non riesci più a distaccarti, e molti purtroppo finiscono col restare ingabbiati in quelle 4 note, pardon... 5.

Ma per la tua gioia, dato che qui non impari quello che dicono tutti, ti regalo una bellissima strategia che ti permetterà di capire a fondo le scale pentatoniche e suonare come i grandi chitarristi elettrici!

Vuoi improvvisare un assolo su un accompagnamento in tonalità di La?

Suona le note La, Do, Re, Mi, Sol, La e poi vai avanti seguendo sempre la stessa sequenza. Grande!!!! Hai appena imparato la prima scala pentatonica di La.

Ora fai la stessa cosa partendo da Do! Do, Re, Mi, Sol, La, Do ecc. Grandissimo!!! Hai appena imparato la seconda pentatonica di La!

Ora inizia da Re, e avrai Re, Mi, Sol, La, Do, Re ecc. Grandissimissimooo!!! Hai appena imparato la TERZA Pentatonica di La!

Dai mi fermo, hai capito ormai lo schema. Poi inizierai da Mi, poi da Sol e poi ti ritroverai nuovamente a iniziare da La per ricominciare il ciclo di 5 scale pentatoniche. In realtà è una sola, ma sulla chitarra puoi facilitarti seguendo degli specchietti standard molto semplici che trovi in fondo all'articolo.

Vuoi suonare in un'altra tonalità che non sia La? Bè ti basterà trasportare la tonalità.

Ad esempio la pentatonica di Sol rispetto a La sarà più bassa di un tono. Quindi la sequenza diventerà Sol, Sib, Do, Re, Fa, Sol. E così via. Puoi trasportare la pentatonica in qualunque altra tonalità e puoi farlo segunedo lo specchietto qui sotto semplicemente trasportando le note. Tutto qui.

Quello che ti ho mostrato è una sequenza di pentatoniche relative al modo minore. Infatti se vuoi seguire lo specchietto qui sotto, inizierai dal Box numero 5 in basso (Minore).

Per suonare in tonalità maggiore la sequenza cambia. Ti basterà Iniziare dal Box numero 1 e poi proseguire con gli altri schemi.

Tonalità di La (maggiore): La, Si, Do#, Mi, Fa#, La. E poi vai avanti col giochino che ti ho mostrato.

Vedi, queste cose non te le dice nessuno! Devi impararle da solo oppure studiarle con qualcuno che conosce davvero la musica che sappia semplificarti la vita.

La maggior parte degli pseudo-insegnanti si limitano a darti lo specchietto e senza spieagrti come siano strutturate queste benedette scale. Così facendo è normale poi restare ingabbiati nei soliti schemi, ti pare?

Bene, questa è l'ultima cosa che voglio.

Ora che ti ho fornito un materiale su cui studiare puoi iniziare a sbizzarrirti improvvisando sui diversi giri di accordi in ogni tonalità possibile.

Con il tempo capirai come queste scale possano essere facilmente applicabili ai più svariati generi musicali.

Ovviamente ti consiglio di approfondire questo tema e soprattutto le analogie con le scale MODALI, di cui parleremo più avanti.

Per approfondire le pentatoniche ed evitare di fare la fine del professore nel video di Fantozzi, continua a seguirmi. Presto troverai moltissime novità qui sul blog. Poni tutte le domande che ti vengono in mente in fondo a questo articolo.