venerdì 24 dicembre 2010

Suonare col plettro o con le dita?

Una cosa che molte persone si chiedono prima di iniziare a suonare è se la chitarra va suonata con o senza plettro. Tanti risponderebbero tranquillamente che dipende dalla chitarra e dal genere musicale; ma questo è vero solo in parte.


D'esempio è il caso di Mark Knopfler che pur suonando una chitarra elettrica preferisce usare le dita (senza unghie che non si prestano alla struttura delle corde) per creare una particolare timbrica che lo contraddistingue.


E' vero che un tipo di tecnica è più adatto a un tipo di chitarra e non a un altro, ma è anche vero che la differenza è data in gran parte dall'impostazione e dalle esigenze stilistiche di ogni chitarrista.


E' caratteristica del chitarrista classico la ricerca di un suono pulito e omogeneo e a tal fine si predilige l'uso delle dita, le cui unghie sono generalmente lunghe.


Nell'epoca moderna quasi tutti i chitarristi classici hanno le unghie della mano destra lunghe (solo ed esclusivamente della mano destra!), ma resta comunque una scelta libera e consapevole. La cosa importante è, ovviamente, trarre il massimo risultato dalla propria scelta.


Ora forse è il caso di fare una distinzione tra musica polifonica e musica monofonica suonata con un solo strumento; in questo caso la chitarra.


Per non farla troppo lunga, mono-fonica è una singola melodia cantata o suonata da una sola voce. Poli-fonica è una musica in cui più voci si incontrano: immagina di ascoltare il basso che mantiene un tema ben preciso, e, contemporaneamente, la voce più acuta esegue un altro tema che si incontra con quello del basso. Nella polifonia possono esserci quindi 2 o più voci. Al giorno d'oggi, già a partire dal Medioevo, quasi tutta la musica è "polifonica".


La chitarra è indubbiamente uno strumento poifonico (ma può anche essere usato per melodie monofoniche: basta pensare a un cosiddetto "assolo") e l'uso delle dita facilita di gran lunga questa caratteristica.


Tuttavia, scegliere di usare il plettro non ci impedisce di fare una musica polifonica. Pensiamo alla tecnica usata da Steve Howe chitarrista di uno storico gruppo degli anni '70, gli YES, nel suo celebre brano "The Clap" di cui posto il video qui sotto: tiene il plettro in maniera standard, e cioè tra pollice e indice e contemporaneamente usa il medio, l'anulare e RULLO DI TAMBURI... il MIGNOLO! Già, altrimenti come farebbe? :-)


Grande brano, grande ritmo e grande chitarrista, anche se lo preferisco quando suona l'elettrica,... Qui è un po' sporco e si mangia un bel po' di note, ma nel suo genere nulla da obiettare, anzi il massimo rispetto per uno dei più grandi chitarristi del Rock.


5 commenti:

  1. Eccomi di nuovo qua.
    Anche questo articolo è molto bello ed esauriente, e anche qui ho una domanda...
    Io che suono il piano e non posso tenere le unghie lunghe, devo rassegnarmi al plettro (dimmi di no che lo detesto!) oppure c'è qualche altra soluzione?

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  2. Grazie! No tranquilla, non sei costretta a farti crescere le unghie. Nell'articolo infatti ho voluto precisare che la scelta delle unghie lunghe è solo e unicamente una scelta.

    Ciò che conta è che siano belle corte le unghie della mano sinistra. Ad ogni modo, se può interessarti, sto preparando un post che tratta proprio delle unghie. Visto l'argomento che affronti nel tuo sito potrebbe interessarti.

    Ciao

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  3. Gran bell'articolo, complimenti!!! In special modo ho apprezzato il video del pioniere del prog-rock: Steve Howe dei meravigliosi Yes!!! La tecnica da lui utilizzata e` comunemente chiamata, hybrid picking o chicken picking. Ti potrei citare due grandi artisti che utilizzano tale tecnica: Tommy Emmanuel e Gouthrie Govan. Il primo e` veramente un genio, se pensi solo al fatto che un ragazzetto, Joe Robinson, che si ispira a lui, ha partecipato all'ultimo disco Jam di Lee Ritenuor - 6 string theory; il secondo, prettamente suona Fusion con chitarra elettrica, quindi tale tecnica e` stata portata anche al di fuori del contesto acistico e devo dire che ne e` uscito qualcosa di meraviglioso. Ti prego di andare a guardare qualche video di questi due artisti. Per quanto mi rigurda sono il top nel loro genere.

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  4. Grazie misdur, anche i tuoi articoli sono molto interessanti. Si leggono molto volentieri!

    I nomi che hai citato non si possono non conoscere.

    Tommy Emmanuel ha dato un forte contributo al repertorio acustico e le sue doti da percussionista gli hanno permesso di ottenere un unicità invidiabile nel suo genere (a proposito di percussionisti-chitarristi ti consiglio se non lo conosci già di ascoltare Preston Reed, che porta all'ennesima potenza la tecnica percussiva sulla chitarra).

    Di Gouthrie Govan nulla da dire, il genere parla da solo. Tecnica prestigiosa e ottimo uso del taping e delle scale molto pulite e lineari. Ma non solo anche l'effettistica ha il suo spazio, e non come fine ultimo, ma solo come mezzo al servizio della musica(come è giusto che sia).

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  5. Presto Reed lo conosco, ho sentito qualche pezzo su You Tube molto tempo fa. E` veramente un innovatore, la sua tecnica e` impareggiabile. Ultimamente mi e` capito di farmi un giretto tra le nuove promesse e ho trovato un giovane chitarrista, ormai affermato, Andy McKee che utilizza le stesse tecniche di Reed; ad esempio in Drift percuote la sua chitarra acustica in diversi punti in modo da produrre dei bellissimi effetti di risonanza...

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