martedì 22 febbraio 2011

Imparare le basi sulla Chitarra Classica per poi passare all'Elettrica?

Più volte ho sentito dire che per imparare a suonare la chitarra è necessario imparare le basi sulla classica, per poi avvicinarsi all'elettrica o all'acustica in un secondo momento.


Ma è veramente così?


Questo post ha lo scopo di fare un po' di luce su tale convinzione. 


E' vero che è necessario imparare le basi sulla classica? E se sì perché?


Ecco ALCUNI dei motivi per cui "si dice" che sia necessario imparare le basi sulla chitarra classica. 
  • Le corde sono più morbide e fanno meno male alle dita
  • Il manico della chitarra classica è più largo e ci impedisce di assumere una cattiva posizione
  • La chitarra classica costa meno della chitarra elettrica
  • La chitarra elettrica è più difficile da suonare
  • Il repertorio della chitarra elettrica è più impegnativo
  • Suonare la chitarra elettrica sin da subito impedisce di assimilare delle solide basi
  • Imparando subito sull'elettrica si prendono cattive abitudini posturali
Bene, ora è venuto il momento di dire la verità :-)


Innanzitutto è vero che le corde sono più morbide e fanno meno male alle dita, che hanno tutto il tempo per abituarsi e formare i calli. Questo ci dà la possibilità di suonare per più tempo sin dall'inizio. Per quanto riguarda il manico più largo, esso può essere un buon esercizio per chi inizia lo studio, ma non è certo quella la sua funzione.

Chi ha detto che il repertorio per chitarra elettrica sia più impegnativo?? Chi ha detto che una chitarra classica costa meno? (a tale proposito rimando all'articolo come scegliere una chitarra, in quanto, a parità di livello qualitativo, una chitarra classica può costare anche diverse migliaia di euro, e per la qualità io sono dell'idea che non si debba badare a spese).

Diversamente dalle comuni convinzioni, suonare la chitarra classica non significa imparare a fare gli accordi, le scale, qualche arpeggio e saper suonicchiare qualche semplice canzoncina, anzi. Se vuoi limitarti a questo, allora il mio consiglio è quello di scegliere una qualunque chitarra economica in commercio; che sia acustica, classica o elettrica non fa differenza e studiare coi consigli degli amici o le informazioni gratuite in rete. Non avrebbe senso spendere troppo tempo o denaro in questo. E nel giro di un mese o poco più avrai già raggiunto il tuo obiettivo.


Ma ne sarai pienamente soddisfatto?

Mi darai ragione se ti dico che gli obiettivi di oggi difficilmente saranno gli stessi di domani.

Ogni tipo di chitarra nasce con un determinato repertorio e diverse caratteristiche. Decidere di suonare la chitarra classica non ha nulla a che fare con "imparare le basi" per poi passare a un altro strumento "più impegnativo". Se fosse così, migliaia di chitarristi classici non potrebbero definirsi tali. 



In questo video portiamo l'attenzione sul chitarrista classico Aniello Desiderio, alle prese col più importante brano contemporaneo di Carlo Domeniconi, "Koyunbaba" scritto nel 1985.





Forse è vero che passare dalla chitarra classica alla chitarra elettrica risulta molto meno impegnativo che non il contrario, ma solo in quanto il chitarrista classico ha dovuto affrontare  repertori impegnativi come Bach, gli studi di Villa-Lobos o le Arie di Regondi.



Nel caso invece avesse imparato solo i primi accordi, le prime scale e i primi arpeggi sulla classica, e qualche canzone pop, non troverebbe alcun vantaggio rispetto a chi inizia direttamente sull'elettrica, senza aver approfondito lo studio della posizione e della tecnica classica. Cosa questa che viene ahimè poco chiarita da molti.


Ricordiamo anche che molti chitarristi elettrici si sono avvicinati prima o dopo alla chitarra classica per migliorare le loro prestazioni musicali. 
Basti pensare a Chris Broderick o Eddie Van Halen, le cui grandi performance sono diventate tali anche grazie ad uno studio più o meno approfondito della chitarra classica. 


O ancora, Steve Vai, che, pur non essendosi avvicinato alla chitarra classica in sé, ha assimilato molto dal repertorio classico (d'esempio il brano di influsso paganiniano "Eugene's Trick Bag") soprattutto grazie alla lezione del grande Frank Zappa: quest' ultimo è ancora oggi, a 18 anni dalla sua scomparsa, d'esempio per molti chitarristi o musicisti in genere; polistrumentista, compositore, direttore d'orchestra e genio ineguagliabile. 


O ancora, Matthew Bellamy, che, prima di essere il leader e maggiore compositore della notissima band dei Muse, affrontò largamente il repertorio classico sul pianoforte.

Insomma la risposta alla domanda "Devo iniziare a imparare le basi sulla classica per poi lanciarmi nell'elettrica?" La risposta è Sì! Ma solo se  il tuo studio sarà tanto approfondito da poter trarne vantaggio. Se ne fai solo una questione economica, ripeto, la qualità di una chitarra classica da 100 € non è poi diversa da una chitarra elettrica dello stesso prezzo. 


Vediamo ora quali sono i vantaggi di un approfondito e corretto studio sulla chitarra classica: 
  • Un'impostazione e coordinazione delle mani che facilitano notevolmente lo studio.
  • Un attento esame della partitura e quindi del generale senso musicale.
  • Grandi vantaggi sull'utilizzo della mano destra priva di plettro (arpeggi e il cosiddetto "fingerstyle").
  • Potenziamento della mano sinistra.
  • Sviluppo di un repertorio complesso dal punto di vista tecnico e musicale (ciò facilita notevolmente lo studio e la "comprensione dei pezzi moderni").
  • Sviluppo della sensibilità musicale e dell'orecchio musicale.
  • Arricchimento della creatività artistica (questo in secondo luogo, in quanto va al di là del semplice studio tecnico).


Purtroppo devo ammettere di non aver fornito una vera e propria risposta, ma soltanto perché è la domanda di per sé ad essere sbagliata: si ritiene la chitarra classica solo come una "triste" forma di passaggio, quando invece dovrebbe essere una vera e propria forma d'arte che tuttavia non esclude affatto lo studio della chitarra elettrica. 


Cosa bisogna fare quindi?


A mio avviso, la cosa più intelligente da fare, è dedicare parte del proprio tempo sia ad uno che all'altro strumento, al fine di allargare la propria conoscenza musicale per poi, al limite, giungere a una scelta che ci renda unici. 


Generalmente si tende a distinguere con una linea netta i 2 mondi come se si trattasse di 2 cose totalmente diverse. Non è assolutamente così: tutto ciò che riguarda la musica, non può fare altro che completare il nostro campo di specializzazione. 


Che tu voglia studiare chitarra, pianoforte, canto o qualsiasi altra cosa, esaminare gli aspetti e le caratteristiche di un altro strumento potrà solo contribuire al miglioramento di ciò che è già "TUO", o almeno aiutarti a vederlo dietro un'ottica differente.


Un mio caro amico compositore genovese, ma noto principalmente in America, Alfio Fazio è solito dire: 
In musica, tutto ciò che riguarda la musica, serve... Talvolta anche ciò che apparentemente non ha nulla a che fare con la musica, poiché essa è una naturale manifestazione dello spirito.


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4 commenti:

  1. Complimenti, ho letto tutto d'un fiato, hai esposto molto bene tutti i concetti.
    Hai tralasciato solo un particolare non di secondaria importanza: il tempo.
    Inteso sia quante ore si deve suonare, sia il tempo nell'esecuzine.

    Credo potrebbe interessare ai neofiti.
    Lucius

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  2. Sicuramente sarà un'idea per uno dei prossimi articoli! Grazie Lucius

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  3. Grande articolo complimenti! Io suono la chitarra elettrica da autodidatta, ma mi stai facendo venire voglia di imparare un po di classica! Specialmente per quel video è spettacolare!

    Un saluto
    Fabrizio

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  4. Grazie di tutto sei stato veramente di grande aiuto!

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