domenica 17 aprile 2011

Andrés Segovia (Linares,1893 - Madrid, 1987)

Andrés Segovia fu il più grande chitarrista del Novecento. Nacque in Spagna, a Linares, e fu amato a tal punto dai suoi concittadini che gli venne dedicato un monumento mentre era ancora in vita. 

E non solo, i rintocchi delle campane del municipio di Linares suonano a ogni ora le prime note del suo "Etude sin Liz" (studio senza luce), scritto durante un periodo di cecità, causato dall'operazione per una cataratta, ma poi risolto.


Il suo approccio con la chitarra risale fin dalla prima infanzia, attraverso il flamenco; ma all'età di 12 anni resta affascinato dalla chitarra classica per la quale si pose l'obbiettivo di elevarla ai livelli più alti della musica, accanto a quelli che in quell'epoca erano gli "strumenti colti" e cioè il pianoforte e il violino.

Fu proprio grazie a lui del resto che avvenne quella che oggi consideriamo la "rinascita della chitarra".

Purtroppo ai suoi tempi, nelle scuole di musica non veniva ancora affrontato lo studio della chitarra, e quindi dovette formarsi come autodidatta, non riuscendo neppure ad ottenere buoni contatti con gli allievi di Francisco Tàrrega, a causa dei loro pregiudizi.

Sin dall'inizio della sua carriera rivelò sostanziali diversità rispetto ai suoi contemporanei chitarristi, e in breve tempo venne conosciuto in tutto il mondo, dalla Spagna all'America fino al resto d'Europa.

Il merito non fu solo della sua abilità come interprete, ma anche del suon carisma e della sua intelligenza piuttosto spiccata che gli fece guadagnare presto la stima degli impresari.

L'obbiettivo di Segovia, di innalzare la chitarra a livelli più alti e ri-portarla tra gli animi della musica colta, fu presto accolto grazie a un sempre maggior numero di trascrizioni e brani originali per chitarra di noti compositori. Il carisma di Segovia convinse i compositori a scrivere per chitarra anche senza conoscerne la tecnica.

E' solo grazie a Segovia che oggi la chitarra classica non ha un ruolo marginale all'interno della musica classica, nonostante abbia attraversato un lungo periodo di buio dato dall'avvento dell'orchestra. Peccato solo che Segovia preferì eseguire brani di Alexandre Tansmann piuttosto che di Stravinskij, o di Manuel Maria Ponce piuttosto che di Ravel. Ma questo non ha diminuito troppo il successo dei propositi segoviani.

Sono molte le esecuzioni memorabili di questo artista, e numerosi i compositori che scrissero con piacere per lui pezzi originali di chitarra, tra cui Moreno-Torroba, Mario Castenuovo-Tedesco, Joaquìn Turina, Joaquìn Rodrigo di cui ricordiamo la "Fantasia para un Gentilhombre" (1954) dedicata proprio allo stesso Segovia, il gentilhombre del titolo. 

Anche se il nome di Rodrigo ci risulta più facile attribuirlo al magnifico "Concierto de Aranjuez", l'esecuzione di questo brano da parte di Segovia entra nella storia della chitarra del Novecento.

Qui di seguito riporto il video della prima parte della Fantasia. Si tratta di una suite per chitarra e orchestra, in cui i temi principali, tutti molto brevi sono tratti, secondo il volere dello stesso Segovia, da un libro di musiche per chitarra dell'antico compositore spagnolo Gaspar Sanz (1640-1710).


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