martedì 5 aprile 2011

Cosa sono gli Accordi?

Questa settimana rispondo alla domanda di Francesco, che vuole sapere come si formano gli accordi e quanti tipi di accordi esistono oltre all'accordo maggiore e minore.


Intanto l'accordo altro non è che una serie di determinate note che, se suonate contemporaneamente, danno origine a un suono ben definito. Detto questo, ti sarà chiaro che una singola nota NON può formare un accordo, in quanto esso è formato da più note. L'accordo può essere maggiore, minore o diminuito.


Quali sono le note che formano un accordo?


Prendiamo d'esempio una scala di Do maggiore (Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si).




Le note sopra indicate prendono il nome di "gradi".

Dunque se vogliamo formare un accordo avremo bisogno di 3 note, ossia 3 gradi di una scala: Il primo (tonica), il terzo (mediante), e il quinto (dominante). Quindi se vogliamo costruire l'accordo di Do maggiore, andremo a ricercare le 3 note della scala corrispondente; in questo caso avremo Do, Mi e Sol.

Suonando queste 3 note contemporaneamente avrai quella che viene chiamata triade, cioè un accordo formato da I, III e V grado. Se all'interno dell'accordo compaiono altre note che non siano raddoppi di queste, allora parleremo di accordi di settima, di nona, ecc dove, oltre ai gradi compresi nella triade, comparirà un altra nota della scala (ad esempio il settimo grado nell'accordo di settima).

Ma ora cerchiamo di capire che differenza c'è tra un accordo maggiore e un accordo minore.

Innanzitutto è appurato che l'accordo minore abbia una sonorità più "sofferente" rispetto all'allegro accordo maggiore; ma questa è la spiegazione più superficiale. La differenza è rivelata dagli intervalli tra i gradi. E il grado più importante a tal fine, quello che in un certo senso "decide" se l'accordo è maggiore o minore è il terzo grado, la mediante.

Tra un grado e l'altro di una scala sappiamo che vi è una distanza, ossia un intervallo, che può essere più o meno grande, e viene misurato in toni o semitoni, dove 2 semitoni corrispondono a un tono. Non a caso, la definizione di scala è proprio "una successione ordinata di toni e semitoni". Per intenderci, tra Do e Re abbiamo un tono (2 semitoni), e tra Do e Do# abbiamo un solo semitono.

Un accordo è formato da 2 intervalli: I-III grado e III-V. 

Nell'accordo maggiore il primo intervallo (I-III) è di 4 semitoni (o di 2 toni), che in Do maggiore è appunto quello tra Do e Mi e un secondo intervallo (III-V) di 3 semitoni (o di un tono e mezzo), ossia quello tra Mi e Sol.

Nell'accordo minore è esattamente il contrario. Il primo intervallo (I-III) è di un tono e mezzo, e il secondo intervallo (III-V) è di 2 toni. Difatti se volessimo costruire un accordo di Do minore non dovremo fare altro che sostituire il Mi con un Mi bemolle: l'intervallo Do-Mib è di un tono e mezzo e l'intervallo Mib-Sol è di 2 toni.

Esiste poi un terzo importante accordo che è l'accordo diminuito. In questo caso, sia il primo che il secondo intervallo sono di un tono e mezzo. Ecco quindi che per ottenere un Do dim occorrerà prendere il Do minore e sostituire il Sol con un Sol bemolle. Per cui avremo Do, Mib e Solb.

Mi rendo conto che non è semplicissimo affrontare certi discorsi senza partire dall'ABC della musica, e una terminologia accademica in questi casi è sicuramente necessaria per evitare di navigare nel mare dell'ignoranza.

8 commenti:

  1. Grazie Davide. Sono sicuro che questo articolo sia di interesse generale e risponda non solo alla mia domanda!

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  2. Elisabetta Rossini7 aprile 2011 17:50

    Ciao Davide, leggendo il tuo articolo, m'è venuta in mente una domanda un po' strana da farti!
    Tu parli di toni e semitoni come intervalli tra le note, ma esistono ulteriori distanze?
    Ti spiego...
    Io a casa ho una tastiera elettronica che in memoria ha qualcosa come 900 strumenti musicali. Ogni tanto mi metto lì a sperimentarli tutti, e qualcuno ho notato che ha un "suono" diverso da quello del pianoforte o di qualsiasi altro strumento ben noto.
    Ci sono i "bells" ad esempio, dove quando premo i tasti che normalmente corrisponderebbero ad una scalda di do maggiore, lì emettono una sequenza di suoni molto diversa!
    E' una mia impressione o c'è veramente qualcosa di più?
    Spero di essermi spiegata bene.
    Grazie,
    Elisabetta

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  3. Ciao Elisabetta!

    Bene, posso dirti che con la tua domanda mi porti in un discorso che ha più a che fare con "l'acustica". Il tono o il semitono NON è un'unità di misura. Il suono si misura in Hertz e ogni nota ha una propria frequenza al secondo.

    Tutto ciò di cui ho parlato è riferito esclusivamente al nostro "sistema temperato", che è in realtà un sistema adottato in occidente e che esclude la distinzione che per natura avverrebbe ad esempio tra un Do# e un Reb.

    Quindi la risposta è decisamente sì. Pensa ad esempio alle scale indiane o cinesi dove esistono anche i quarti di tono o comunque note e intervalli che nella nostra cultura occidentale consideriamo "stonature".

    Spero di averti risposto, se così non fosse fammi sapere!

    Ciao

    Davide E.

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  4. ciao david, ho trovato quella che si considera la prima foto ufficiale dei bealtes apparsa su Daily Scketch. john lennon Ha la mano sinistra su queste note
    1a corda (6a posizione): LA#
    2a corda (6a posizione): FA
    3a corda (7a posizione): RE
    4a corda (8a posizione): LA#
    5a corda (8a posizione): FA
    6a corda (6a posizione): DO
    mio sai dire che accordo è?
    grazie

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    1. Ciao Armando, immagino che sulla sesta corda sesto tasto volessi scrivere LA# e non DO. In tal caso l'accordo è un semplice accordo di La# maggiore.

      Considera che le note così scritte non sono corrette musicalmente.

      Infatti il FA in questo caso si chiamerebbe MI# e il RE si chiamerebbe in realtà DOx (Do doppio diesis). Ossia tutte le note dell'accordo di La maggiore (La, Do#, Mi) che vengono aumentate di un semitono ciascuna.

      Un caro saluto e Buona Musica!

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  5. Perdonami Davide ma non credo sia corretto scrivere MI# perché non vi è una nota di un semitono tra il MI e il FA ma di un tono; così come non avrebbe senso scrivere DOx (doppio diesis) perché aumentare di due semitoni significherebbe aumentare di un tono. -studente presso Conservatorio E. R. Duni

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    1. Ciao! Tra Mi e Fa c'è un semitono. Controlla pure sulla tastiera. E il Do che aumenta di un semitono e diesis. Per questo diventa doppio diesis. Comunque per farla più facile: accordo di La maggiore -La,Do#,Mi - La# maggiore - La#,Dox,Mi#. Non può essere altrimenti. Se poi parliamo di Solb maggiore che è la tonalità omofona di La# e più facile da scrivere, avrai Solb,Sib,Reb . Buono studio

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