venerdì 29 aprile 2011

Dolori e fastidi suonando la chitarra

Può accadere talvolta di sentire fastidio o addirittura dolore mentre ci esercitiamo con la chitarra.


Spesso alcuni fastidi sono solo iniziali e nascono da una mancata abitudine nel suonare, dall'utilizzo di muscolature che probabilmente nemmeno conoscevamo prima di entrare nel mondo della chitarra. Le mani e le dita tenute in un certo modo, il polso ecc.


Può però capitare di accusare dolori che talvolta non sono affatto da prendere sotto gamba. Questo è il caso di disturbi legati a un'impostazione scorretta o un eccessivo affaticamento. Vediamo quindi di entrare nel dettaglio.


I primi "ostacoli" fisici sono dati dall'anello più debole: i polpastrelli. Quando sentiamo bruciare i polpastrelli, è chiaro che sia dovuto alla pressione delle corde. 


Suonando la chitarra elettrica o l'acustica, questo tipo di dolore tenderà a farsi sentire molto prima che non suonando una chitarra classica, in quanto le corde in metallo tendono a tagliare leggermente la pelle. Non temere non significa che ti ritroverai con le dita aperte! :-)


Questo è un piccolo disturbo che a volte può frenare il nostro entusiasmo, ma non se ci rendiamo conto che si tratta soltanto di un fastidio iniziale dovuto alla pelle ancora sensibile.


Soluzione? Suonare, suonare e suonare :-)


Col tempo le dita si abituano alla pressione delle corde, e, quando all'inizio bastavano pochi minuti perché comparissero i primi dolori alla pelle, nel giro di poco tempo (da poche settimane a un mese o poco più, a seconda del tempo che dedichiamo alla chitarra), compariranno i primi "calletti".


Dopo quanto tempo i primi calli?


E' molto individuale. Dipende dalle ore di esercizio e dal tipo di pelle, ma in genere in non più di un mese, dopo un'ora al giorno di esercizio, la pelle delle dita tenderà a indurirsi a tal punto che la pressione delle corde non risulterà più così dolorosa e potremo esercitarci per molto più tempo.


Col continuo esercizio il dolore tenderà a essere sempre meno intenso, o comparire solo dopo moltissime ore di esercizio.


Un altro disturbo che potremmo avvertire alle dita è una sorta di tensione in seguito a determinati esercizi, ma che può essere paragonata alla sensazione che abbiamo subito dopo aver praticato dello stretching. Nulla di preoccupante quindi. Basta fermarci e riprendere il giorno dopo alla scomparsa della tensione.


Come dicevo all'inizio esistono alcuni dolori che è invece bene non sottovalutare.


Mi riferisco ai dolori tendinei, dolori alla schiena, alle spalle o al collo. Tutti questi altro non sono che sintomi di una cattiva posizione. Talvolta dopo lunghissime ore di intenso esercizio, anche con un'impostazione corretta possiamo incorrere a leggere tendiniti, ma è chiaro che non siamo delle macchine e l'eccesso è sempre un male anche con il giusto metodo. 


Se ci capita di avvertire problemi simili a tendiniti, riposiamo almeno finché non scompare il fastidio (chi come me ama la chitarra, sa che può essere dura non suonare) e nel caso consultare il medico. 


Caratteristica della tendinite è il dolore acuto a livello del polso o dell'avambraccio (almeno per quanto riguarda i chitarristi) e difficoltà nel serrare il pugno o adottare alcune posizioni a causa del dolore. 


Si presenta in maniera più acuta mentre NON suoniamo o appena iniziamo a suonare, per poi scomparire quasi del tutto appena iniziamo a scaldarci sulla chitarra, e peggiorare nuovamente appena finiamo di esercitarci.


Questo può avvenire durante periodi di intensa attività, ma ad ogni modo è sempre bene verificare che non sia causata dalla nostra cattiva posizione.


I disturbi alla schiena, alle spalle o al collo invece sono sempre effetti collaterali di un'impostazione scorretta, o di eccessive contrazioni della muscolatura.


Per avere maggiori informazioni sull'impostazione clicca qui.


Un'altra causa di tendiniti nel suonare la chitarra può avvenire durante l'esecuzione di alcune posizioni particolarmente intricate adottate prima ancora di essere pronti o senza un'adeguata preparazione. Una delle prime tecniche su cui è bene concentrarsi particolarmente è il barrè.


Anche a questo proposito puoi scaricare da qui un e-book gratuito che ti spiega nel dettaglio come eseguirlo nella maniera corretta. 


Bene, come vedi, durante l'esercizio possiamo sì avvertire alcuni dolori o fastidi, ma non è difficile capire quando è bene preoccuparci.


Normali dolori che passeranno col tempo:
  • Dolore alla pelle 
  • Muscolatura affaticata
Problemi di impostazione o eccessivo esercizio:
  • Dolori ai tendini
  • Dolori alla schiena, collo o spalle
In ogni caso, ripeto, dopo molte ore di esercizio, o meglio quando il nostro corpo ci dà alcuni segnali è bene ascoltarli. Il dolore è sempre un segnale che il corpo ci manda per comunicarci l'esigenza di alternare all'intenso esercizio momenti di sano riposo,  e in ogni caso esercitarci con un'impostazione da "chitarrista" e non, come diciamo qui a Genova, da "catamarano".

2 commenti:

  1. Un errore molto comune che si fa, soprattutto se si impara da autodidatta, è quello di tenere la tastiera praticamente "sotto gli occhi" per vedere le dita della sinistra che devono spingere le corde e tenerle "sotto controllo".

    Io ho studiato pianoforte in conservatorio per tanti anni, ma la chitarra l'ho sempre suonata da sola, da autodidatta appunto.
    Ed io facevo esattamente questo errore.
    in questo modo il corpo è completamente sbilanciato perché la destra viene costretta a suonare lontanissima dal corpo procurando fastidi e dolori non indifferenti.

    Il rimedio, quindi, è tenere in modo corretto la chitarra (e tu hai parlato di questo in modo perfetto e poi hai anche i video che mostrano come tenere la chitarra :-) ), sapendo che le dita della sinistra impareranno lo stesso a prendere le corde, anche se sono un po' più lontane dal nostro "naso" :-).

    Ciao

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  2. Basta fare gli esercizi da subito, senza guardare i tasti, sbagli ma la mente memorizza senza accorgersene....

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