sabato 14 maggio 2011

Tablature e Spartiti per Chitarra

Oggi tocco un argomento un po' caldo. Le Tablature e gli Spartiti per chitarra. Cosa sono? Qual è la loro origine e come funzionano?


Ho detto che si tratta di un argomento un po' caldo, in quanto, pur essendo continuamente sotto gli occhi di tutti, generano ancora moltissima confusione.


Innanzitutto impariamo a fare una bella distinzione:


  • Spartiti o Partiture
  • Tablature oTab
  • Canzonieri con Accordi 


    Quando si parla di "spartiti" o di "partiture" ci si riferisce solo ed esclusivamente al classico sistema con le note scritte su pentagramma. Questo sistema vale per qualsiasi strumento musicale! Qualsiasi!.


    Questo lo ribadisco perché noto che molti confondono le tab con gli spartiti, mentre sono 2 cose molto diverse.


    All'inizio dello spartito compare sempre un simbolo chiamato chiave. La più importante da conoscere è la chiave di violino. 


    Scopo della chiave è identificare le note sul pentagramma a una data altezza, e dunque anche la nostra lettura dello spartito varierà a seconda di quale sia la chiave in cui è scritto. E sì. Perché esistono diverse chiavi a seconda di quale sia l'altezza del nostro strumento.


    Ma niente paura! Per noi chitarristi, è più che sufficiente conoscere bene il classico spartito scritto in chiave di violino.


    Difatti la chiave di violino è la più utilizzata. E' detta anche chiave di Sol in quanto il suo punto di origine indica la posizione del Sol sul pentagramma (2^ linea del pentagramma). 


    L'altezza reale delle note scritte in questa chiave sono un'ottava più alta rispetto ai suoni reali prodotti dalla chitarra, ma ciononostante la chiave di violino resta comunque la più adatta al nostro strumento (insomma ormai si impara anche a scuola a leggere in questa chiave, quindi fortunatamente chi suona la chitarra non è più abbandonato a sé stesso :-)). 


    L'altra chiave molto utilizzata è quella di Fa, che indica la posizione di questa nota sul pentagramma e a seconda di dove viene posta verticalmente, può essere letta come chiave di basso o come chiave di baritono. (nel basso i 2 puntini sono sulla 4^ linea del pentagramma, mentre nel baritono sono sulla 3^ linea).


    Quella di basso è la più frequente; per intenderci quando vedi uno spartito per pianoforte, noterai che vi sono 2 pentagrammi uno sopra l'altro, quello superiore in chiave di violino e quello inferiore in chiave di basso. Questo a causa della grande estensione del piano che comprende ben 88 tasti.


    Un'ultima chiave è quella di Do. Questa non riguarda direttamente chi suona la chitarra, anzi direi che è la meno utilizzata, ma è comunque bene citarla. La sua posizione verticale sul pentagramma varia a seconda che si tratti di una chiave per tenore, per contralto, per mezzo soprano o per soprano.


    Il sistema dello spartito resta, comunque sia, il più completo in assoluto, in quanto indica l'altezza di ogni nota, il loro ritmo, e mostra un'idea generale della musica, che chi impara a leggere riesce più o meno facilmente a interpretare a seconda del suo livello.


    Per i chitarristi (ma non solo) viene spesso indicata anche la "diteggiatura", ossia le dita della mano sinistra che si consigliano per una più agevole esecuzione (indicate da numeri accanto alla nota), e le dita della mano destra (indicate da lettere), che si consiglia di utilizzare, il numero della corda (numeri cerchiati) e, dove necessario, l'indicazione dei tasti (attraverso numeri romani) dove è preferibile eseguire una data nota.


    Ora parliamo invece della tablatura. Questo sistema, al contrario di quanto si pensi al giorno d'oggi ha origini molto più antiche rispetto al nostro sistema pentagrammato. In antichità, non esistendo le orchestre, non era neppure necessario un sistema codificato valido per ogni strumento. 


    Era anzi in voga la musica per liuto che veniva scritta direttamente attraverso delle intavolature.


    Il nome originale è proprio "intavolatura". Tale sistema altro non era che una rappresentazione delle corde dello strumento attraverso delle linee orizzontali, e dei numeri (o lettere a seconda che si trattasse di un'intavolatura italiana, francese o tedesca), che raffiguravano i tasti da premere.


    In pratica nulla di diverso rispetto alle attuali "tab".


    Questo sistema non ha nulla a che fare con le note, ma aveva solo lo scopo di agevolare il musicista nel trovare le posizioni sulla tastiera dello strumento. All'epoca veniva rappresentato anche il ritmo, mentre al giorno d'oggi, eccetto poche eccezioni ben fatte, le intavolature si limitano a rappresentare le corde e i tasti, costringendo chi non conosce o non può ascoltare il brano a leggere lo spartito corrispondente.


    Perché non c'è il ritmo? Sinceramente non ne ho idea! :-)


    Oggi al termine "intavolatura" si preferisce sostituire l'americanizzante tab che è un'abbreviazzione dell'americano tablatures, e italianizzato a sua volta in tablature (anziché intavolature).


    Comunque che tu la chiami in un modo o nell'altro sappi che non si tratta di spartiti! :-)


    Esiste ancora una terza idea di scrittura, molto dilettantesca, rivolta esclusivamente ai chitarristi da spiaggia che vogliono accompagnare le canzoni strimpellando gli accordi. :-) 


    Riguarda appunto quei testi di canzoni con le lettere sopra in grassetto. In questo caso parliamo solo di semplici canzonieri o testi con accordi. Qui gli accordi sono spesso rappresentati da lettere dell'alfabeto. Si tratta di un tipo di scrittura anglosassone, anche questa in realtà di antiche origini.


    In Inghilterra infatti le note venivano scritte con lettere dell'alfabeto. 


    A=La, B=Si, C=Do, D=Re, E=Mi, F=Fa; G=Sol


    Al giorno d'oggi vengono rappresentate con tale sistema non tanto le note, quanto gli accordi, evidentemente per distinguere più facilmente le 2 cose. Ovviamente questo è il sistema più limitato in assoluto e ha il solo scopo di dare una traccia su quali accordi bisogna suonare. Poi sta all'esecutore interpretarne il ritmo, le pennate e via dicendo, a meno che queste non siano indicate da delle frecce.


    Bene! Dopo aver vomitato un libro di contenuti in poche righe di post, se non sai ancora leggere spartiti o Tab, vorrei dirti che a mio parere è un bene che un chitarrista sappia leggere tutti e 3 i metodi di scrittura. Ma soprattutto vorrei che non ti spaventassi, in quanto è molto più facile di quanto non sembri!


    E te lo dice uno che una volta non sapeva neppure distinguere una nota da uno scarafaggio sul foglio! :-)


    Come in tutte le cose, basta un po' di buona volontà, e tanta passione! :-)


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