sabato 25 giugno 2011

Ansia da Prestazione del Musicista

Ecco uno di quegli argomenti che solo il pensarci accelera il mio battito cardiaco, mi fa aumentare la temperatura e mi porta prurito ovunque! Ebbene sì, io sono stato per molto tempo uno di quei musicisti che prima di ogni concerto, soffriva di ansia da prestazione.


Ti è mai capitato di preparare un brano fino a conoscerlo perfettamente, per poi trovarti di fronte al maestro e non sapere più che corda pizzicare? Oppure di suonare davanti al pubblico e concentrarti talmente tanto sul suonare bene da non sentire nemmeno la musica?


L'ansia da prestazione, non ci crederai, ma coinvolge molti musicisti professionisti! Lo stesso Segovia, nonostante i moltissimi anni di esibizioni, ammetteva di essere talmente agitato da sbagliare certi passaggi che in un'altra situazione avrebbe eseguito perfettamente. 


Per non parlare poi dei vuoti di memoria a metà brano! Non c'è cosa più imbarazzante che studiare a memoria un pezzo per poi non ricordarsi una parte e non avere neppure lo spartito sotto mano! O sei abbastanza bravo da improvvisare sperando che nessuno in sala conosca il pezzo (a quel punto sarebbe meglio che sia tuo), oppure sei costretto a cercare altri escamotage. 


Io posso dire di conoscere bene il problema sia a livello passivo che attivo. Come insegnante mi è capitato spesso di leggere negli occhi di alcuni allievi una forte agitazione che si traduceva poi in "stecche" o vuoti di memoria (anche con lo spartito sotto al naso). Come concertista, gli errori dovuti all'ansia o i vuoti, o le mani sudate anche col freddo, erano fino a poco tempo fa una routine.


Poi un giorno, casualmente, mi è scattato qualcosa in testa! Le pratiche orientali hanno sicuramente contribuito. Ma effettivamente, trattandosi di pratiche mentali e spirituali, gli effetti si sono visti a distanza di anni. Ho iniziato dapprima a rendermi conto di poter superare il problema, e successivamente ho iniziato ad elaborare dei trucchi mentali per favorire la concentrazione sulla musica piuttosto che sull'esecuzione.


Ricordo che cercavo di collezionare consigli a destra e a manca! Le provavo tutte: fare un buon numero di esibizioni, prendere un aperitivo con gli amici poco prima del concerto per far scendere l'adrenalina, scaldare le mani poco prima con scale e arpeggi, riposare il giorno prima evitando di toccare la chitarra. Tutti consigli molto utili, che non ti nascondo che metto in pratica tuttora. Ma si tratta pur sempre di palliativi, che certo non vanno ad agire abbastanza in profondità.


L'unico pensiero, o meglio, l'unica convinzione che ti rende più sicuro è "l'errore non ha alcuna importanza"!


Sbagliare fa parte della vita. E come dice un detto zen "Se cadi 6 volte, rialzati 7 volte". Forse non era esattamente così, ma il senso è "Non importa quante volte cadrai, perché cadrai, ma ciò che conta è che tu sia sempre in grado di rialzarti".


Ma come faccio a rialzarmi?


Suonare la chitarra o qualunque altro strumento è una cosa bellissima, e proprio questo dev'essere il pensiero che accompagna ogni tua esibizione, sia davanti a un pubblico di 300 persone che davanti a pochi amici o familiari.


Ora che ci penso, suonare davanti ai familiari mi rende molto più nervoso che suonare davanti a 300 persone! :-) A te succede lo stesso?


Non cercare di farti ascoltare, ma ascoltati! E fai leva sui tuoi punti di forza.


In conclusione:



  • Non dare troppa importanza agli errori.
  • Non cercare di farti ascoltare, ma ascoltati.
  • Quando ti eserciti prendi consapevolezza dei tuoi limiti per superarli di volta in volta, ma quando sali sul palco fai leva sui tuoi punti di forza.
  • Avvicinati alla pratica della meditazione.

La meditazione è molto importante in quanto grazie a questa acquisisci maggior consapevolezza del tuo io interiore e del tuo respiro attraverso cui si manifesta, altro dettaglio importante mentre suoni. Non dimenticarti che in quanto musicista o aspirante tale hai il DOVERE di esibirti, per cui non puoi scampartela ;-)


Perdonami se sto apparentemente andando fuori tema. Non sto più parlando di chitarra, è vero, ma quando un chitarrista sale sul palco si mette a nudo di fronte a molte persone e dev'essere in grado di gestire la situazione. Ancor di più un chitarrista classico, che non ha microfoni, amplificatori, effetti o altri strumenti che lo coprono nei momenti di difficoltà. E' lui da solo con la sua chitarra. 


Per questo motivo, sento di dovere molto alle discipline orientali anche come musicista.


Insomma, questa settimana siamo andati un po' fuori tema, ma spero che questi consigli ti siano stati comunque utili o altrimenti lo saranno in futuro! 


Se ti interessa approfondire l'argomento della meditazione e delle pratiche orientali, l'unica risorsa in rete che attualmente mi sento di consigliarti in quanto conosco personalmente l'autore, è questo CD di meditazione guidata. Posso tranquillamente affermare che ne vale la pena, sia per chi ha già esperienza in questo campo, sia per chi è interessato a saperne qualcosa di più.


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7 commenti:

  1. Hai detto un sacco di cose giuste...anche io fino all' anno scorso avevo tantissima paura quando salivo sul palco...ma ,come hai detto tu,il consiglio migliore è quello di ascoltare la propria musica e godersela...ancora oggi prima dell' esibizione mi tremano le mani,tuttavia riesco più o meno a gestirmi sapendo che,come hai detto tu l'errore non ha una grande importanza

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  2. Ciao! Il tuo articolo è molto interessante, soprattutto per me che sto cercando di risolvere questo problema dell'ansia da palcoscenico. Non sono una musicista professionista, ma ogni volta che mi trovo su un palco, per esempio a una jam session, l'ansia riesce sempre a rovinare la performance (e il divertivertimento, l'unico motivo per cui lo faccio). C'è chi dice che con il tempo e l'abitudine si arrivi a gestire il problema, e che l'ansia può essere anche una cosa positiva, un'emozione che si può amare perché in fondo l'adrenalina dà delle sensazioni forti e anche gradevoli. Solo che nel mio caso ogni volta è sempre peggio, perché mi ricordo dell'esperienza precedente. In più, anche se mentalmente mi sento abbastanza stabile, stupendomi anche del fatto che riesco anche a cantare un pò meglio di quanto mi aspetterei, le mani mi sudano terribilmente e devo fare una fatica enorme per poter muovere le dita sulla chitarra (risultato: suono legnoso e fuori tempo, 'na merda). Sono assolutamente consapevole dei miei limiti, di non essere bravissima, e quello che vorrei è poter trasmettere qualcosa al pubblico ed esprimermi, al di la della perfezione tecnica. Tu parli di fare corsi di meditazione, altri dicono di rivolgersi a psicologi&co., ma pensi che possa valere anche per chi non è un musicista di professione?
    E poi c'è un'altra cosa. Io credo che questo mio disagio provenga molto anche dall'educazione che ho avuto. Non ho letto di nessuno che scrive una cosa del genere, ma forse il fatto che i miei genitori abbiano sempre sottovalutato la mia passione per la musica, il fatto che mio padre sia il numero uno dei dilettanti (bravo, ma anche lui solo nelle mura di casa) e che mia madre pensi che suonare in pubblico sia cosa da esibizionisti, giochino un ruolo abbastanza potente, e credo che la meditazione forse non serva a granché, perché forse in questi casi si tratta più di vergogna che di ansia.

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    1. Capisco la tua situazione, ma parti dal presupposto che PUOI FARCELA. L'educazione può aver influito, ma non pensare alle cause, piuttosto concentrati sul risolvere la tua situazione. Ti faccio un esempio con gli sportivi. Se prendi 2 atleti che si allenano allo stesso modo, che hanno le stesse identiche qualità e punti di forza, tra i 2 vince quello che meglio dell'altro ha fatto la giusta preparazione mentale. Quello che sa di arrivare a tagliare il traguardo per primo, perchè nella sua mente lo ha "visualizzato" centinaia di volte.

      Tu giustamente dici che più passa il tempo e più sbagli perchè ti ricordi la volta precedente. E' normale. Immagina invece di visualizzare te stessa salire sul palco in maniera molto serena e rilassata e suonare la chitarra facilmente come se parlassi. Rendi questa immagine il più viva possibile nella tua mente utilizzando tutti i sensi, anche mentre sei a casa. E ogni volta che pensi di non farcela sostiutisci l'immagine di te che sbagli con quella che invece fa tutto bene.

      Esistono degli esercizi mentali di training autogeno mirati a questo proposito. Lo psicologo lo ritengo un po' eccessivo e lungo. La meditazione può esserti molto utile per aiutarti a sviluppare una mente molto più forte e concentrata e i benefici vanno al di là del semplice superamente dell'ansia da prestazione. Prendila in considerazione amche se non sei una professionista.

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  3. Salve! Questo è articolo è veramente un articolo con la A maiuscola. Il 6 maggio ho un saggio di chitarra classica e proprio ora che si sta avvicinando il momento non riesco a pensare ad altro.
    Un metodo che credo sia molto utile è di non pensare troppo a quel fatidico giorno. Godersi ogni istante pensando al presente.
    Ognuno qui ha idee e opinioni diverse e sono consapevole che ognuno di noi, nonostante gli anni di esperienza, cresca ogni giorno di più cambiando idea più frequentemente.
    Uno dei problemi più comuni che ci poniamo è come ci possono vedere gli altri. Questo problema o meglio dire paura ce l ho anche io. E' bruttissimo e inutile pensare al giudizio degli altri ed è una cosa che sto cercando di combattere. Sto cercando ogni giorno di sentirmi più sicura ma quando credo di riuscirci crollo.
    Ormai sono arrivata ad un punto dove è meglio non pensare troppo e agire d'istinto.
    Scusate se sono andata fuori traccia ma più il momento si avvicina e più lo paragono alla vita. Il fatto di sentirsi sicuri e potenti, in un certo senso, ci cambia molto.
    Abbiamo ancora tanto da crescere e io continuerò a pensare che L'ERRORE NON CONTA.
    Ogni esperienza nuova che sia bella o brutta ci arricchisce e ci forma.
    PS: è incredibile quante cose possono passare nella testa di un' adolescente in un solo momento. Tanta confusione e ansia che aiuta a crescere.

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    1. Grazie per la tua bellissima riflessione! Ti faccio un caro in bocca al lupo per il tuo saggio! Anrai alla grande!

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  4. Io vado nel panico anche quando suono la chitarra da solo a casa mia e decido di registrarmi!!! sbaglio clamorosamente anche passaggi che normalmente faccio a menadito. Se può essere utile, ho torvato enorme giovamento e ridimensionamento del problema se prima di suonare passo una mezzoretta sdraiato a pancia in su sul materassino di yoga, facendo dei respiri profondi con le braccia aperte e appoggiate a terra con i palmi verso l'alto e di tanto in tanto sollevo da terra la schiena a fare un ponte. Funziona! mi fa molto rilassare e poi suono molto meglio. provate per credere.

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    1. Grazie Roberto. È vero, fare dei begli esercizi di respirazione, di rilassamento sono l'ideale per non farsi prendere dal panico

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