martedì 7 giugno 2011

Leo Brower (La Habana, 1 marzo 1939)

Questo grande chitarrista e compositore cubano appartiene a quella particolare tipologia di musicista che si può definire davvero completo. Virtuoso della chitarra, si è formato come compositore e direttore d'orchestra. Solo nell'800, ai tempi di Sor e Giuliani i profili di questo genere non dipendevano dall'uso del pianoforte.

Fin dagli inizi della sua carriera, Brower rivela una personalità ricca di istinto, energica e una spiccata intelligenza. 

D'esempio la nota "Danza Caracteristica", travolgente ed equilibrata con un ritmo di grande impatto, anche se ancora dal linguaggio  giovanile. Certamente più matura "Elogio de la Danza" del 1964, la sua opera per chitarra più conosciuta accanto alla nostalgica "Un Dia de Noviembre".

Anche come esecutore si è sempre dimostrato in grado di non cadere nel folclorismo, nonostante l'amore per la sua terra d'origine, e di suscitare una forza d'animo unica nel genere.


Dopo aver conquistato l'America con le sue esibizioni chitarristiche, sbarca in Europa avvicinandosi così ad altre sonorità.Qui inizia a scrivere, diversi concerti per chitarra e orchestra senza abbandonare la musica per chitarra sola. 

A tutt'oggi lo stile di Brower resta inconfondibile e i suoi brani vengono spesso suonati sia tra i dilettanti che tra i professionisti. Questo è dovuto al fatto che egli è sempre riuscito a mantenere fede nella sua personalità toccando comunque diversi generi, dal popolare all'evocativo, dagli studi didattici ai brani tecnicamente più intricati, ma senza mai arrendersi alla mediocrità. 

Negli ultimi anni le sue composizioni hanno preso una forma più poetica e minimalista; come nella ricerca di una maggior comunicatività al pubblico. 

E' infatti a questa fase che appartiene la nota suite a 3 tempi "Decameron Negro" del 1981, ispirata all'omonima raccolta di leggende africane con evidente richiamo al Decamerone di Boccaccio, del tedesco Leo Frobenius.

Allo stesso periodo appartiene l'interessante "Paisaje Cubano con Campanas" (1986) di cui  ti propongo l'ascolto qui sotto. 


Nel video che ti voglio mostrare oggi, per l'appunto "Paisaje Cubano con Campanas", l'interpretazione è quella del noto chitarrista concertista Flavio Cucchi. Vorrei farti notare come Brower sia riuscito a ricreare in poche pagine l'effetto delle campane in lontananza attraverso l'uso di armonici e della tecnica dei legati (taping). 


Il brano non è di semplicissima esecuzione, ma la scrittura è molto pulita e comprensibile; insomma non dovrebbe venirti il mal di testa nell'ascoltarla. :-) Soprattutto nella seconda parte del brano puoi sentire un forte senso del ritmo, che Brower pare averne fatto una caratteristica primaria di tutta la sua storia compositiva.

Quello stesso ritmo che pare essere nato per sposarsi perfettamente con i caldi colori della sua natale terra cubana, così simili a quelli della chitarra, strumento che accompagna il compositore da tutta una vita.


Buon ascolto! :-)



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