sabato 13 agosto 2011

Suono

Ogni giorno siamo circondati da migliaia e migliaia di suoni. Alcuni sono piacevoli e altri no; possono essere acuti o gravi, striduli o dolci; alcuni sono così forti da far vibrare i vetri e altri quasi impercettibili.

La tua stessa chitarra ne emette una grande  varietà.


Ma ti sei mai chiesto cos'è esattamente il suono?


Sono sicuro che se provi a descriverlo ora, troverai non poche difficoltà :-)


Ma non preoccuparti, si tratta di un concetto semplice, quasi primitivo, ma che proprio per questo ha un immenso fascino: il suono non è altro che un' "onda" creata dalla messa in moto di un corpo vibrante, che viene condotta al nostro orecchio attraverso l'aria (o in altri casi attraverso l'acqua o il metallo o altri conduttori ancora). 



In principio, si suppone che ci fosse il silenzio assoluto, questo perché non vi era nessun movimento, quindi nulla poteva essere messo in vibrazione. E' con la creazione del mondo, fulcro di incalcolabili movimenti, che si venne a creare il suono. In origine fu il suono!

Molto affascinante, no? :-)


Questo, però, non chiarisce affatto il concetto di suono, anzi, fa sorgere tantissimi altri quesiti. Andiamo a vedere, quindi, perché alcuni suoni sono piacevoli (suoni) e altri no (rumori), come fanno ad essere diversi tra loro (timbro e altezza), perché alcuni suoni insieme stanno bene e altri no (intonazione) e perché hanno "potenza" differente (intensità).



Come ho detto prima, il suono è dato dalla vibrazione di un corpo oscillante messo in moto, ed è proprio questa vibrazione a determinarne la gradevolezza sonora: se la vibrazione è "regolare", ne verrà fuori un suono gradevole e musicale; se non lo è, ne viene fuori un rumore.


Ogni suono gradevole ha tre fondamentali proprietà: l'altezza, il timbro e l'intensità.


L'altezza di un suono è ciò che ne determintà l'acutezza e la gravità: maggiore è la frequenza (numero di vibrazioni al secondo) e più il suono è alto o meglio dire acuto, minore è la frequenza e più il suono è basso o meglio grave.


L'intensità di un suono, invece (il volume, per intenderci), è dato dall'ampiezza delle vibrazioni: una vibrazione ampia indica il suono forte, una vibrazione sottile indica il suono debole (o piano).


Il timbro è ciò che distingue una determinata voce da qualsiasi altra: la voce di una chitarra classica rispetto a un'altra o rispetto a una chitarra elettrica o acustica, la voce di un tromba rispetto a quella di un flauto e via dicendo. In ogni suono, oltre alla nota base, vi sono presenti numerose altre note secondarie, chiamate armonici, di cui solo una piccola parte viene percepita dall'orecchio umano e non senza un pizzico di concentrazione da parte tua. Questo perché gli armonici sono più deboli rispetto alla nota base, ma è proprio la loro presenza e la loro intensità che determinano il timbro di un dato suono.


Infine vi è l'intonazione, che è quel fenomeno che permette a due o più suoni di risultare gradevoli se emessi simultaneamente: essa è data dal rapporto delle frequenze dei 2 suoni. Perché risultino musicalmente gradevoli, è necessario che la frequenza della seconda nota sia uguale alla frequenza della prima nota o di uno dei suoi armonici. Nel primo caso avremmo 2 note perfettamente uguali (unisono), nel secondo caso avremmo 2 note che, seppur diverse, stanno bene insieme: si può trattare ad esempio di un accordo.


Bene! Spero di averti dato qualche chiarimento sull'incredibile fenomeno che è il suono. Ovviamente qui ho esposto i dettagli base per darti una leggera infarinatura, ma trattandosi di un concetto davvero ampio e suggestivo, si potrebbe scrivere un intero e-book a riguardo. :-)


E adesso tocca a te: siediti in un posto comodo, rilassati, chiudi gli occhi e prenditi un attimo per ascoltare la meravigliosa varietà di suoni che costantemente accompagna la tua giornata.

Un grande compositore del '900, John Cage, sosteneva che la musica è ovunque! Basta aprire la finestra e concentrarsi sui suoni che ci circondano. A pensarci, aveva perfettamente ragione! La musica è ovunque, basta imparare ad ascoltarla!

Dunque Buon Ascolto e alla prossima settimana!

Lasciami i tuoi commenti, opinioni o riflessioni se ti è piaciuto l'articolo :-) 

Davide E.

2 commenti:

  1. Alessandra Pirelli16 agosto 2011 10:01

    Ciao Davide! Trovo veramente incredibili le parole di questo articolo! A volte non ci rendiamo conto della meraviglia che ogni giorno ci circonda; anche quella che ha qualche difetto come il rumore; ma chissenefrega, ci sono persone che darebbero molto per riuscire a sentirne anche soltanto una frazione.
    Comunque, :-), ho una domanda da farti: due pianoforti, due chitarre classiche o elettriche, etc. si suppone, dovrebbero avere lo stesso identico suono, ma non è mai così. Perché? Se ho ben capito, dovrebbe dipendere dagli armonici, ma è soltanto questo? E poi perché uno strumento poco costoso non ha mai un suono bello come quello di uno strumento di prestigio? Cosa influisce sulla bellezza del suono?
    Grazie in anticipo,
    Alessandra

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  2. Bè Alessandra, bisognerebbe scrivere un intero libro a riguardo... In linea di massima posso dirti questo: 2 chitarre classiche non suoneranno mai allo stesso modo perché non sono la stessa chitarra. Addirittura il suono cambia anche a seconda di CHI la suona. Cambia il legno, la lavorazione ecc. Questo è anche il motivo per cui una chitarra più costosa suona meglio: dietro c'è stato molto più lavoro e attenzione ai dettagli. Anche saper costruire una chitarra è una forma d'arte vera e propria.

    Se ci pensi anche tra le persone non troverai mai 2 voci perfettamente uguali, seppur simili. Non dobbiamo mai dimenticare che pure gli strumenti musicali, anche se non si direbbe, vivono di vita propria, specialmente se di legno. :-)

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